RIFORMA INIQUA E INGIUSTA, CON IL SINDACATO LASCIATO FUORI DALLA PORTA

Newsletter  CISL Legnano Magenta

Dicembre 2011

La posizione della CISL territoriale, in piena sintonia con la CISL nazionale, è di netta contrarietà rispetto a questa manovra. Le ragioni sono diverse e, innanzi tutto, di metodo.

Il nostro Sindacato, in tempi non sospetti, – il luglio scorso – aveva lanciato l’allarme rispetto alla situazione economica globale evidenziando i rischi legati dai primi attacchi alla moneta europea e sollecitando un pronto intervento da parte del nostro Governo.

Partiamo da qui per mettere in luce come l’atteggiamento della CISL sia stato sempre di piena collaborazione. Un approccio costruttivo ai problemi e non basato sulla politica dei no a prescindere.

Tanto è vero che su quella posizione di forte preoccupazione avevamo trovato la convergenza anche di associazioni di categoria – una su tutte la stessa Confindustria – con la quale abbiamo costantemente mantenuto un atteggiamento di corretta contrapposizione dialettica.

Fa quindi ancora più rabbia, essere stati messi alla porta da questo ‘Governo di tecnici’ che ha avviato un percorso unilaterale senza tenere in minima considerazione  le proposte e i consigli di una rappresentanza significativa delle parti sociali. Perché, come ha fatto notare il nostro Segretario Generale Raffaele Bonanni, se i partiti in questo tempo sono stati ‘commissariati’ e in molti casi costretti a cambiare il loro nome, i Sindacati sono andati avanti come sempre da quanto sono nati. Segno di un’utilità sociale particolarmente importante e che non può essere oggi disconosciuta da nessuno.

Detto quindi di un approccio che riteniamo inaccettabile,  è  poi anche nel merito che questa manovra non ci convince.

Perché quest’intervento va a toccare sempre i ‘soliti noti’. L’attacco alle pensioni utilizzate per pagare il debito pubblico è grave. Tanto più se si considera, come ampiamente dimostrato, che il sistema pensionistico è in grado di reggere.

In linea di principio, c’è poi un problema di equità nella redistribuzione delle risorse nel Paese e a livello mondiale che non è più sostenibile. Non è pensabile, infatti, che l’economia possa ripartire attraverso manovre repressive che, evidentemente, mettono ancora più in forte difficoltà chi poi dovrebbe concorrere ad alzare i consumi. Anche gli altri interventi a pioggia presi – come l’aumento dell’Iva o dei carburanti – vanno nella direzione di penalizzare in modo indiscriminato, senza tener conto della ricchezza effettiva dei cittadini.

Quanto alla tracciabilità dei flussi bancari che è stata ulteriormente abbassata, questa misura, se da un lato, ci trova concordi, dall’altro lato, non può trasformarsi in un provvedimento, l’ennesimo, a favore unilateralmente delle banche.

Perché tutto questo flusso d’informazioni va gestito. Non è accettabile che i costi per la gestione dei conti correnti, così come per le carte di credito non diminuiscano. Viceversa, questo provvedimento altro non sarà che un altro regalo alle banche.

Da ultimo, un riferimento ai ‘capitali scudati’ rientrati dall’estero. Qui ci tocca rilevare lo scarso coraggio di questo Governo. Che avrebbe potuto recuperare molti più soldi. Ma questi patrimoni sono stati in larga parte non toccati.

In definitiva, quindi, seppur fortemente contrari a questa manovra, come Sindacato rinnoviamo la disponibilità al confronto nella speranza che l’atteggiamento di chiusura del Governo assunto in questa prima fase, possa, al più presto, modificarsi.

  • RIFORMA DEL LAVORO E ACCORDO SUL TERRITORIO:

A fronte, certamente, di una situazione ancora di grande criticità, va comunque salutato con favore il fatto che sia stata decisa la proroga degli ‘ammortizzatori in deroga’ a tutto il 2012.

E’ una risposta concreta ai bisogni dei lavoratori in cassa integrazione che, viceversa, finendo in mobilità, avrebbero rischiato di uscire prima dal mercato del lavoro.

Il tema di una riforma complessiva della materia è uno dei punti della nostra agenda se e quando ci sarà il confronto, con il Governo del professor Mario Monti. 

Siamo dell’avviso che sia necessaria un’azione strutturale. Accanto agli ammortizzatori sociali, bisogna, infatti, avviare una seria politica di ricollocamento. In quest’ottica, il ruolo della formazione dovrà diventare strategico. Solo attraverso di questa e tramite percorsi di ricollocazione seria, diventa possibile trovare una soluzione al problema della disoccupazione.

Il nostro auspicio è che si giunga ad una riforma condivisa ma dentro alla quale vengano sentite le proposte e le idee di chi rappresenta gli interessi dei lavoratori.

Non è possibile fermarsi alla riforma dell’articolo 18, al contrario, serve affrontare l’argomento a tutto campo, in quanto, il mercato del lavoro in questi anni è cambiato in modo radicale.

Nel frattempo, c’è da segnalare che a livello di territorio, qualcosa di positivo sta venendo avanti.

Per la prima volta, infatti, il Sindacato insieme ad ALI – l’Associazione degli Imprenditori dell’Alto Milanese-  e alla Provincia di Milano, è giunta alla sottoscrizione di un Accordo territoriale in materia di formazione. E’ un fatto estremamente positivo, in quanto, si è riusciti a metter attorno al tavolo tutti gli interlocutori. Naturalmente, l’auspicio, adesso, è di poter estendere quest’intesa a tutta la materia del lavoro.

E, in questo senso, l’avvio, recentemente, del Patto Territoriale per l’Ovest Milanese, che vede in campo accanto a tutti i Comuni, anche Regione Lombardia e Provincia di Milano, rappresenta un altro segnale che è motivo di fiducia per il futuro.

In chiosa, guardando all’immediato, il confronto con le Amministrazioni locali rispetto alla stesura dei Bilanci di Previsione 2012 ci porta a chiedere ai nostri Comuni uno sforzo reale a sostegno del Welfare locale. Sappiamo che è un momento di estrema difficoltà, con tagli anche sostanziosi ai finanziamenti statali, tuttavia, è fondamentale non toccare l’assistenza sociale.

E ove possibile è opportuno introdurre – sulla scorta di quanto hanno fatto già altre Amministrazioni – Fondi di Solidarietà per le famiglie con lavoratori disoccupati.

Solo una società più unita e più solidale ci permetterà di superare la crisi ed evitare la pericolosa deriva alla quale il nostro Paese sta andando incontro, con una sorta di ‘guerra dei poveri’  tristemente documentata dai fatti di cronaca di questi giorni.

Oggi più di ieri, il dialogo diventa fondamentale.

 

 

Il Segretario territoriale

della CISL Legnano Magenta

Giuseppe Oliva

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